Nuovo Codice della crisi di impresa e insolvenza

Il Codice della crisi di impresa e insolvenza (CCII) è una norma che facilita alle imprese e agli imprenditori sani di prevenire l’insolvenza di fronte a difficoltà finanziarie o eventi imprevedibili e che allo stesso tempo mira a offrire agli imprenditori insolventi una seconda opportunità.

L’obiettivo del nuovo Codice della crisi di impresa e insolvenza è valorizzare la continuità aziendale in quanto bene giuridico da tutelare.

Le attività imprenditoriali obbligate a rispettare il CCII sono tutti i tipi di società a partire dalle imprese individuali fino alle imprese collettive di tutte le dimensioni (S.a.S., S.n.c., S.r.l., S.p.A.).

Novità introdotte dal CCII

  • limpresa viene dotata di adeguati assetti organizzativi necessari a rilevare in modo precoce lo stato di crisi (che il CCII definisce come “lo stato del debitore che rende probabile l’insolvenza e che si manifesta con l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte alle obbligazioni nei successivi dodici mesi”);
  • si rafforzano i sistemi di controllo interno predisposti a identificare le difficoltà economico-finanziarie come debiti per retribuzioni non versate, debiti verso fornitori, esposizioni verso banche e/o altri intermediari finanziari;
  • i creditori pubblici (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL) e le banche hanno obblighi di segnalazione in presenza di “segnali di allarme”;
  • il termine “fallimento” viene sostituito con “liquidazione giudiziale”, mantenendo però i tratti della procedura fallimentare;
  • si estendono gli “strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza”, aggiungendo anche la convenzione moratoria, il piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione, i piani di risanamento, gli accordi di ristrutturazione dei debiti e i concordati preventivi;
  • l’applicazione non viene limitata alla singola impresa, ma eventualmente estesa anche al “gruppo”, inteso come insieme di società che fanno capo ad un medesimo soggetto;

Modifica art.2476 del c.c.: rischi patrimoniale per gli amministratori

Sebbene il Codice della crisi di impresa e insolvenza non prevede sanzioni specifiche per chi non si adegua alla norma, l’art. 378 del codice dal titolo ‘Responsabilità dell’amministratore’ modifica l’art. 2476 del c.c.espone gli amministratori al rischio di gravissime conseguenze.

Da un punto di vista legale, infatti, gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi  inerenti  alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. L’azione può essere proposta dai creditori quando il  patrimonio  sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei  loro crediti.

Conclusione

In conclusione, il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza rappresenta un importante passo avanti nel sistema di tutela delle imprese e dei creditori. La nuova disciplina mira a prevenire le crisi e l’insolvenza, favorendo il risanamento delle imprese e il recupero del credito dei creditori.

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